Naspi, perché la prima mensilità è sempre più bassa: i chiarimenti dell’INPS

In alcuni casi, l’Inps potrebbe erogare un importo più basso rispetto a quello spettante della prima mensilità della Naspi: il motivo.

La Naspi, come ormai noto, ha subito delle modifiche a partire dal 1° gennaio 2025. Il Governo ha deciso di introdurre requisiti più stringenti per l’accesso all’indennità di disoccupazione, in modo da contrastare il fenomeno dei cosiddetti “furbetti della Naspi”.

Donna conta soldi Scritta Naspi più bassa
Naspi, perché la prima mensilità è sempre più bassa: i chiarimenti dell’INPS (Bandeasud.it)

Chi si appresta presentare domanda in queste settimane, dunque, dovrà rispettare i nuovi requisiti. Inoltre, bisogna anche sapere che l’importo della prima mensilità del sussidio economico, molto spesso, può essere più basso rispetto a quello spettante. Non si tratta di un errore di calcolo da parte dell’Inps, ma di una procedura messa in atto per uno specifico motivo.

Naspi, perché la prima mensilità potrebbe essere più bassa: il motivo

Il Decreto Legislativo numero 22 del 4 marzo 2015 ha introdotto ufficialmente la Naspi, l’indennità di disoccupazione riservata ai lavoratori che hanno perso l’impiego e rispettano determinati requisiti. Il sussidio viene erogato mensilmente, sino ad un massimo di due anni, in modo da aiutare i beneficiari nel periodo in cui sono alla ricerca di un nuovo lavoro.

Molti beneficiari avranno notato che la prima mensilità, erogata solitamente il mese successivo rispetto a quello di invio della domanda all’Inps, ha un importo inferiore rispetto a quello spettante che è pari al 75% della retribuzione media mensile degli ultimi anni di lavoro, fino ad un massimo aggiornato annualmente (per il 2025 pari a 1.562,82 euro). Si tratta non di un errore nel calcolo, ma di una procedura specifica attuata spesso dall’Inps che decide di pagare la prima mensilità della Naspi, riferita al mese precedente, in più soluzioni.

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Naspi, perché la prima mensilità potrebbe essere più bassa: il motivo. Credits: Ansa foto (bandeasud.it)

In particolare, il pagamento in più tranche, che copre non tutto il mese, ma solo una parte, viene effettuato per permettere all’Inps di acquisire tutta la documentazione relativa alla cessazione dell’attività lavorativa, la cui procedura potrebbe non essersi conclusa quando è stata presentata l’istanza per accedere all’indennità. In questo caso, qualora dalle verifiche dovesse risultare un’eventuale irregolarità, l’Istituto procederà con il recupero di una piccola somma e non dell’intero importo erogato.

Può anche accadere che, dopo l’accoglimento dell’istanza, l’Istituto di previdenza sociale richieda un documento aggiuntivo al richiedente così da effettuare tutti i controlli del caso e verificare se quest’ultimo sia realmente in possesso dei requisiti previsti dalla normativa per l’accesso all’indennità di disoccupazione.

Dalla seconda mensilità in poi, gli importi verranno erogati per intero, ma è necessario sapere che la Naspi si riduce del 3% ogni mese a decorrere dal sesto mese di fruizione, mentre la riduzione scatta dall’ottavo mese se il richiedente aveva compiuto 55 anni di età al momento della presentazione della domanda.

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