In un sito archeologico è stata scoperta quella che potrebbe essere l’opera d’arte più antica mai conosciuta: di cosa si tratta e dove è stata rinvenuta.
Un’eccezionale scoperta che potrebbe riscrivere la storia dell’arte quella fatta qualche anno fa, più precisamente nel 2022, all’interno di una grotta, dove è stata rinvenuta un’incisione a croce su una roccia e alcuni utensili risalenti al Paleolitico inferiore.

Le analisi successive, condotte dagli esperti sull’incisione, datano l’incisione a circa 200mila anni fa, dunque, si tratterebbe dell’opera d’arte più antica mai rinvenuta. Prima di questa scoperta, difatti, l’opera d’arte più antica mai conosciuta era rappresentata da una serie di pitture rupestri, rinvenute in Sud Africa e risalenti a circa 100mila anni fa. L’incisione, quindi, avrebbe “un’età” di ben 100mila anni in più circa.
Spagna, trovata un’incisione in una grotta: potrebbe essere l’opera d’arte più antica
Nel 2022 nel sito archeologico Coto Correa a Las Chapas de Marbella, in Spagna, è stata rinvenuta quella che potrebbe essere la più antica opera d’arte mai scoperta. Si tratta, come anticipato, di una incisione a croce su un blocco di pietra rinvenuto in una grotta, dove sono stati scoperti anche vari utensili risalenti al Paleolitico inferiore.

Gli esperti che hanno condotto le analisi preliminari sull’incisione fanno risalire quest’ultima a circa 200mila anni fa. Se le analisi venissero confermate, il blocco di pietra rinvenuto a Marbella diverrebbe di diritto l’opera d’arte più antica conosciuta ad oggi. L’incisione, difatti, potrebbe risalire a 100mila anni prima rispetto alle pitture rupestri scoperte in Sud Africa che rappresentano le opere più antiche. Si tratta di piccole linee e motivi tracciati con un pastello su una roccia, rinvenuti nel 2011 nella grotta di Blombos.
L’incisione, però, verrà sottoposta ad altre analisi che possano confermarne la datazione. Questi studi, come spiega il Dipartimento della Cultura spagnolo, comprendono anche una scansione 3D che permetterà di ottenere una composizione virtuale ad alta risoluzione dell’intero insieme delle incisioni per poterle analizzare in modo approfondito. L’obiettivo è quello di capire anche se si tratta di segni accidentali o di un’incisione effettuata volontariamente. I risultati verranno poi pubblicati in seguito anche su riviste scientifiche e divulgati anche attraverso eventi informativi organizzati ad hoc.
Il sito di Marbella è noto già da anni e qui sono state rinvenute molte testimonianze della presenza dell’uomo preistorico in Spagna. Nelle grotte, difatti, sono stati scoperti, in questi ultimi anni, molti utensili e oggetti risalenti alla preistoria.