Come recuperare il patrimonio archeologico greco-romano con un progetto avveniristico: il museo dell’acqua, una meraviglia da scoprire.
Molte regioni italiane sono ricche di testimonianze della grande civiltà classica greco-romana. Ma una particolare attenzione da questo punto di vista la meritano molte città del Sud dove l’apporto del mondo romano si innesta sulla preesistente presenza della cultura greca. Gli esempi non mancano in molte località dalla Campania alla Sicilia.

Questo immenso patrimonio storico e archeologico è già ampiamente noto, ma non sono pochi i luoghi e gli ambienti da poco riscoperti e rivalutati. Con la ricostruzione dell’aspetto e della funzione di questi ambienti non solo si restituiscono a nuova vita luoghi, ma chiariscono gli stili di vita di città e popolazioni.
Museo dell’acqua, un luogo dal grande valore storico
Un esempio di questo lavoro di riscoperta del tessuto urbanistico e architettonico di molte città meridionali è dato dal Museo dell’Acqua, posto nel centro storico di Napoli. Questo progetto è nato con la collaborazione dell’Azienda idrica napoletana ABC, riportando all’antica funzione le cisterne greco-romane, animandole con acqua e luci.

L’idea si sviluppa con il lavoro dell’Associazione Pietrasanta Polo Culturale Ente Terzo Settore che ha portato avanti il progetto di recupero di questo patrimonio storico e architettonico. L’obiettivo era portare il complesso della Pietrasanta nel grande flusso turistico sempre più attento al passato greco-romano della città. Con la riqualificazione del monumento, anche la soprastante Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta è rientrata nel piano di valorizzazione dell’area.
Il complesso della Pietrasanta oggi è il LAPIS Museum che presenta eventi e mostre sia la piano della basilica che nella sezione archeologica della cripta. Con la nascita del Museo dell’Acqua, nel cuore della Basilica della Pietrasanta, a partire del 2021 il progetto LAPIS si arricchisce di un altro importante tassello. Oggi è possibile infatti riscoprire la funzione delle cisterne di epoca greco-romana.
L’acqua è ritornata a scorrere sotto le volte delle cisterne e lungo i canali dell’antico Acquedotto della Bolla creato dai Greci e ampliato dai Romani. Il Museo dell’Acqua è nel sottosuolo della Basilica della Pietrasanta a circa 35 metri di profondità, dove si segue il tracciato dell’antico acquedotto, ammirando tra giochi di luci colorate due grandi cisterne: la cosiddetta Cisterna delle anguille e la Sala delle onde.
Si snoda così un percorso storico e architettonico unico e che solo a Napoli poteva nascere e svilupparsi, per riportare alla vista la città sotterranea e misteriosa che fa parte a pieno titolo della città di superficie.