Un nuovo importante rinvenimento di grande valore archeologico: scopriamo il ritrovamento. Pompei non finisce di sorprendere.
Pompei continua a essere oggetto di scavi e ricerche, soprattutto nelle aree poste fuori le mura della città antica. Una zona da studiare e al tempo stesso da valorizzare. Si ampia così l’offerta il pubblico sempre numeroso di visitatori che affolla le strade dell’antico centro abitato.

I nuovi scavi sno ll frutto della collaborazione tra il Parco archeologico di Pompei e dell’Università di Valencia, che già in passato aveva scoperto la tomba di Marco Venerio Secundio nella stessa zona degli scavi che hanno portato al nuovo rinvenimento. Un progetto importante, quindi, con collaborazioni e interventi multidisciplinari dall’antropologia all’architettura, per ricostruire gli stili di vita, le credenze e le pratiche sociali della società pompeiana.
I reperti emersi dagli Scavi di Pompei con le recenti ricerche
La zona dei nuovi ritrovamenti era stata già indagata negli anni Novanta per la costruzione del doppio binario della Circumvesuviana. Nel 1998 gli studiosi individuarono circa 50 sepolture a cremazione, indicate da stele e monumento funerario ad arco. Nel 2024 gli scavi nella zona sono ripresi con risultati di rilievo.
La scoperta archeologica è relativa all’area della necropoli di Porta Sarno. Si tratta di un monumento funerario che raffigurare una coppia, un uomo e una donna, scolpita quasi a grandezza naturale. I reperti sono parte di un monumento funerario e sono stati trasferiti negli spazi della Palestra Grande degli scavi per il restauro.

Concluso il restauro i ritrovamenti saranno esposti al pubblico nell’ambito della mostra Essere donna nell’antica Pompei che prenderà il via il prossimo 16 aprile. Il monumento funerario ritrovato riveste una grande importanza per la qualità complessiva della sua realizzazione e per le caratteristiche del suo stile. I ricercatori presumono, da stile e realizzazione, che la tomba sia databile intorno al tardo periodo repubblicano.
Il monumento è costituito da un ampio muro con diverse nicchie e una coppia in rilievo, probabilmente una coppia di sposi. La figura femminile poi potrebbe rappresentare una sacerdotessa di Cerere, in considerazione degli accessori scolpiti. Ricordiamo che Cerere era nel periodo l’importante divinità materna della terra e della fertilità, dea dei raccolti ma anche delle nascite.
Quindi il ritrovamento appare molto interessante e arricchisce le conoscenze attuali riguardo la concezione della morte, le pratiche funerarie e in genere gli stili di vita e le credenze della popolazione di Pompei prima della grande eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo. La mostra Essere donna nell’antica Pompei sarà visitabile nella Palestra Grande del Parco archeologico fino al 31 gennaio 2026.